In un precedente articolo abbiamo indicato quali sono i vantaggi per le aziende di adottare una Mobilità sostenibile. In questo articolo, invece, vogliamo concentrarci sulla figura professionale che si occupa di mobilità sostenibile: il Mobility Manager o Manager della mobilità.
Come vedremo, sotto questa definizione rientrano più figure professionali:
- Mobility Manager (gestore degli spostamenti casa-lavoro)
- Fleet Manager (responsabile della gestione della flotta aziendale)
- Travel Manager (gestore delle trasferte di lavoro)
- Corporate Mobility Manager (che coordina le attività dei suddetti manager).
Useremo per semplicità la definizione di Mobility Manager per indicare tutte le figure professionali che si occupano di mobilità sostenibile.
Chi è il Mobility manager?
Il Mobility Manager è una figura professionale che analizza, pianifica e ottimizza la mobilità delle persone che usano mezzi pubblici e privati per recarsi al lavoro o muoversi durante il tempo libero. In particolare, il Manager della Mobilità si occupa di:
Piano Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL): è un documento strategico che si propone di ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti.
Promozione della mobilità sostenibile: propone iniziative per incoraggiare l’uso di mezzi pubblici, biciclette, car sharing, o di altre forme di trasporto collettivo.
Riduzione delle emissioni: contribuisce a una minor footprint di carbonio dell’azienda e quindi contribuisce ai vari obiettivi di sostenibilità.
Integrazione con enti locali: si attiva con amministrazioni e aziende di trasporto pubblico in direzione di una soluzione sinergica e integrata.
Sensibilizzazione e comunicazione: realizza campagne educative e informative per incoraggiare comportamenti virtuosi tra i dipendenti.

Chi è obbligato a nominare un Mobility Manager?
La figura del Mobility Manager è nata nel 1997, alla firma del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici. In Italia è stata adottata il 27 marzo 1998 con un decreto del Ministero dell’Ambiente.
La definizione in italiano è “Responsabile della mobilità aziendale”, ora comunemente noto come “Mobility Manager“. Il decreto del 1998 obbligava alla nomina solo le aziende con almeno 300 dipendenti, mentre la legge del 2021 ha allargato l’obbligo alle aziende e alle amministrazioni con almeno 100 dipendenti e con questi ulteriori requisiti per la sede:
- un capoluogo di regione;
- una città metropolitana;
- un capoluogo di provincia;
- in un comune con più di 50 mila abitanti.
Il Mobility Manager d’Area nelle Pubbliche Amministrazioni
Per le PA obbligate alla nomina di un Manager della Mobilità si usa la denominazione di Mobility Manager d’Area. Questa figura ha il compito:
- Definire le strategie di Mobilità Sostenibile del Comune
- Coordinamento e collegamento tra i diversi Mobility Manager Aziendali
- Analisi e ottimizzazione dei dati sugli spostamenti
Una figura di esperto della mobilità, ma limitato alla scuola, è il Mobility Manager scolastico che ha il compito di pianificare e ottimizzare gli spostamenti di docenti, personale e alunni delle scuole del territorio.

Differenza tra Mobility Manager e altre professioni della sostenibilità ESG
Il Mobility Manager si distingue da altre figure professionali per il suo focus specifico sulla mobilità sostenibile. Alcune delle differenze principali includono:
- Energy Manager: mentre il Mobility Manager si occupa degli spostamenti e della riduzione dell’impatto legato ai trasporti, l’Energy Manager è focalizzato sull’ottimizzazione dei consumi energetici complessivi di un’organizzazione.
- Facility Manager: il Mobility Manager lavora in sinergia con il Facility Manager, ma quest’ultimo è responsabile della gestione complessiva degli edifici e delle infrastrutture aziendali.
- Responsabile della sostenibilità: mentre entrambi promuovono pratiche sostenibili, il Mobility Manager concentra i suoi sforzi sulla mobilità, mentre il responsabile della sostenibilità adotta un approccio più ampio.
Perché anche le PMI dovrebbero avere un Mobility Manager?
Anche se è un obbligo solo per le grandi aziende, le PMI dovrebbero nominarne uno per iniziare il loro percorso (inevitabile) verso la mobilità sostenibile. Ecco alcune ragioni principali:
Accesso a incentivi e finanziamenti
La motivazione principale è di tipo economico: diverse amministrazioni locali e regionali offrono contributi economici per progetti legati alla mobilità sostenibile, opportunità che un Mobility Manager può individuare e sfruttare.
Futuro adeguamento normativo
Anche se le PMI al di sotto dei 100 dipendenti non sono obbligate ad avere un Mobility Manager, questi parametri cambieranno sicuramente in futuro. Anticipare le regolamentazioni in tema di mobilità può costituire un vantaggio competitivo.
Rafforzamento della reputazione aziendale
L’impegno verso la sostenibilità ambientale migliora l’immagine dell’azienda agli occhi di clienti, partner e comunità locali.
Ottimizzazione dei costi
Le soluzioni di mobilità sostenibile, come il car pooling o l’uso di mezzi pubblici, riducono le spese legate agli spostamenti dei dipendenti.
Miglioramento della produttività
Un Piano Spostamenti Casa-Lavoro ben strutturato può ridurre il tempo di viaggio e lo stress dei dipendenti, favorendo un ambiente di lavoro più sereno ed efficiente.
Come diventare Mobility Manager?
Per diventare Mobility Manager non è richiesto un titolo di studio specifico, ma è preferibile avere una formazione in alcuni settori:
- Ingegneria (soprattutto civile, dei trasporti o ambientale);
- Architettura e urbanistica
- Economia
- Scienze ambientali
- Sociologia, con focus sulla mobilità e i comportamenti umani
Diverse università italiane e scuole di formazione privata hanno istituito corsi per diventare Mobility Manager con un percorso di laurea o un master di specializzazione.
Le certificazioni utili per un Mobility Manager
Come per altre figure professionali (Energy Manager e Manager della Sostenibilità), anche per il Manager della Mobilità non sono obbligatorie delle certificazioni. Anche se non obbligatorie, alcune certificazioni possono valorizzare il profilo del Mobility Manager:
- Certificazione in Gestione della Mobilità Sostenibile: riconosciuta a livello nazionale o europeo;
- Corsi di formazione specifici erogati da enti accreditati o università;
- Certificazioni in project management (es. PMP, PRINCE2) per gestire progetti complessi;
- Attestati in ambito ambientale, come quelli legati alla gestione delle emissioni e alla sostenibilità.


