Le certificazioni ESG: la guida per sapere tutto quello che serve

Le Certificazioni ESG sono attestati che valutano l’impegno di un’azienda nel campo ambientale, sociale e di governance. Per saperne di più su cosa significhi ESG, visita la nostra guida di base.

Le certificazioni ESG sono quindi il risultato di un percorso molto difficile e impegnativo che premia un’azienda per aver migliorato la propria “sostenibilità” intesa in senso ampio e non solo ambientale.

Rispetto ai rating ESG che sono giudizi sintetici rilasciati da alcune organizzazioni, le certificazioni ESG sono volontarie, a pagamento e richiedono un impegno attivo da parte delle aziende.

Le certificazioni ESG non esistono!

No, non hai letto male. Ad oggi non esiste una certificazione ESG specifica che assicuri che un’azienda è “sostenibile” nella sua totalità. Esistono, invece, diverse norme consolidate che si occupano di pezzi specifici della ESG. Ne parliamo nel paragrafo dedicato alle principali certificazioni ESG.

Chi rilascia le certificazioni ESG?

Le certificazioni ESG sono rilasciate da società indipendenti specializzate che si assumono la responsabilità di accertare che quell’azienda ha raggiunto determinati standard di sostenibilità.

Perché avere una certificazione ESG?

La certificazione ESG è una garanzia: assicura a consumatori, investitori e altri soggetti interessati che quell’azienda rispetta in tutto o in parte le 3 lettere di ESG. Questo è un vantaggio dal punto di vista della reputazione e della capacità di attirare investimenti. Sempre più spesso il possesso di una certificazione ESG è il presupposto per poter diventare fornitore di una grande azienda, entrare in una filiera produttiva, partecipare a gare d’appalto, ricevere finanziamenti e agevolazioni pubbliche e così via.

Come ottenere una certificazione ESG

Il percorso per ottenere una certificazione non è semplice. Possiamo sintetizzarlo in 5 fasi:

  1. Analisi;
  2. Progettazione;
  3. Implementazione;
  4. Verifica;
  5. Certificazione.

Analisi

In questa fase l’ente certificatore verifica qual è lo stato della sostenibilità nell’azienda in relazione a uno o più elementi ESG. Questa prima fase serve per capire i punti di forza e debolezza e le aree di miglioramento.

Progettazione

Verificata la sostenibilità attuale, si progetta cosa c’è da fare per migliorare i criteri ESG dell’azienda. Si tratta del piano d’azione, di solito pluriennale, per raggiungere standard di sostenibilità elevati.

Implementazione

Il momento più duro verso la sostenibilità: in questa fase bisogna cambiare molte cose dell’organizzazione aziendale. Può significare dover ridurre il consumo di energia e acqua, scegliere fornitori sostenibili, cambiare la composizione di genere nel CDA, migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti, ridurre il pericolo di corruzione e così via.

Verifica

Quando l’azienda è pronta, l’ente certificatore controlla che tutto quanto previsto nel percorso di implementazione sia stato fatto. A questo punto l’organizzazione aziendale dovrebbe essere stata cambiata per sempre ispirandosi alla sostenibilità nella sua totalità.

Certificazione

A questo punto arriva il tanto sudato bollino che attesta che l’azienda si è impegnata e ha raggiunto degli standard elevati e oggettivi sul tema della sostenibilità.

Si ricomincia!

C’è un’altra fase che tutte le aziende sottovalutano: la certificazione non è per sempre. Per continuare a ricevere il famoso bollino bisogna continuare a rispettare gli standard di sostenibilità, altrimenti dopo 1 o 2 anni la certificazione scade e non sarà rinnovata.

Quali sono le principali certificazioni ESG?

Abbiamo già detto che non esiste la certificazione ESG specifica ma ci sono diverse certificazioni standard che si occupano dei temi dell’ambiente, dell’aspetto sociale e della governance aziendale. Ecco, ma solo a titolo di esempio, quali certificazioni possono aiutare in un percorso ESG.

Ambiente

  • ISO 14001 Sistemi di gestione ambientale
  • ISO 50001 Sistemi di gestione dell’energia
  • Certificazione Emas del sito produttivo
  • Certificazione Emas di sistema – KPIs ambientali secondo gli standard EMAS
  • ISO 14067 principi, i requisiti e le linee guida per la quantificazione e il reporting della CFP (Carbon Footprint di prodotto)

Società

  • ISO 45001:2018 Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro
  • ISO 37001:2016 Sistema di gestione per l’anticorruzione
  • ISO 26000 Guida alla responsabilità sociale
  • ISO 30414:2018 Gestione delle risorse umane
  • ISO 30415:2021 Gestione delle risorse umane – Diversità e inclusione
  • Certificazione Parità di Genere
  • SA 8000 – certificazione etica
  • Modello 231: il Codice Etico – D.Lgs. 231/01
  • Rating di legalità

Governance

  • ISO 9001 Sistemi di gestione per la qualità
  • ISO 31000:2018 Gestione del rischio – Linee guida
  • ISO 22301 Sicurezza della società – Sistemi di gestione della continuità operativa – Requisiti (BCMS – Business Continuity Management System)
  • ISO 21500 – Guida alla gestione dei progetti project management
  • ISO 37000:2021 Guida alla governance delle organizzazioni
  • ISO 10001 Gestione per la qualità – Soddisfazione del cliente – Linee guida per i codici di condotta delle organizzazioni
  • ISO 10006 Gestione per la qualità – linee guida per la qualità nel project management
  • Quaderno OIBR – Informazioni non finanziarie per gli adeguati assetti e per la previsione delle crisi nelle PMI
  • Schema EFRMS 14-2019 – Economic Financial Risk Management Systems (Schema di Certificazione accreditato da Accredia in ottica Crisi d’Impresa)
  • Global Reporting Initiative (GRI) standard 2016 – Indicatori relativi alla corporate governance

A queste certificazioni standard bisogna aggiungere altre più recenti rilasciate da società specializzate: citiamo solo a titolo di esempio B Corp. FSC, Fairtrade.

Quanto costa avere una certificazione ESG?

Dobbiamo fare una differenza importante:

Costi diretti: quanto chiede un ente per rilasciare la certificazione. In questo caso, tra consulenti ed ente certificatore, non meno di 4-6.000 euro per ogni certificazione.

Costi indiretti: tutto quello che bisogna fare per arrivare ad ottenere la singola certificazione. Può significare cambiare, anche radicalmente, l’organizzazione aziendale. In questo caso il “costo” dipende dall’azienda, dal settore, da dove si parte e dove si deve arrivare in termini di sostenibilità.

Le PMI italiane devono essere certificate ESG?

Abbiamo detto che non esiste una certificazione ESG unica, quindi le PMI italiane devono “scegliere” quali tra le certificazioni standard sono da raggiungere. Tenendo conto dei costi diretti e indiretti, c’è bisogno di essere accompagnati da un consulente in un percorso di selezione delle certificazioni realmente utili. Di questo parliamo in un altro articolo!

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