Turismo e sostenibilità: una guida di base

Per comprendere quale sia il rapporto tra turismo e sostenibilità possiamo prendere a prestito la definizione proposta dall’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo nonché agenzia delle Nazioni Unite. Secondo l’UNWTO è sostenibile “Un turismo che tenga pienamente conto dei suoi impatti economici, sociali e ambientali attuali e futuri, rispondendo alle esigenze dei visitatori, dell’industria, dell’ambiente e delle comunità ospitanti“.

I principi di sostenibilità si riferiscono agli aspetti ambientali, economici e socio-culturali dello sviluppo turistico e deve esserci un equilibrio adeguato tra queste tre dimensioni per garantirne la sostenibilità a lungo termine.

Facciamo subito una precisazione: quando si parla di turismo sostenibile non bisogna pensare a un turismo riservato a pochi gruppi di persone che preferiscono viaggi nella natura e altre immagini simili.

Secondo la definizione dell’Agenzia delle Nazioni Unite, i principi del turismo responsabile si applicano a “tutte le forme di turismo in tutti i tipi di destinazioni, incluso il turismo di massa e i vari segmenti del turismo di nicchia“.

Anzi, possiamo aggiungere che per mitigare l’impatto del turismo sul pianeta è prima di tutto il turismo di massa a dover diventare sostenibile.

Quanto vale il turismo nel mondo: il 9% del PIL globale

Il motivo per cui le Nazioni Unite si occupano del turismo è facile da comprendere: è una delle più grandi industrie del mondo e muove miliardi di persone ogni anno. Secondo la ricerca annuale della società di consulenza McKinsey i viaggi nazionali cresceranno del 3 percento annuo e raggiungeranno 19 miliardi di pernottamenti all’anno entro il 2030.

Nello stesso arco di tempo, i viaggi internazionali dovrebbero aumentare fino alla loro media storica di nove miliardi di notti. Si prevede che la spesa per i viaggi seguirà una traiettoria simile, con una stima di 8,6 trilioni di dollari di spese dei viaggiatori nel 2024, che rappresentano circa il 9 percento del PIL globale di quest’anno. Dati simili sono riportati anche da altre ricerche e studi pubblici sul turismo.

Overtourism e altre sventure insostenibili

Muovendo così tante persone e soldi, il turismo è un fenomeno che, se non opportunamente governato, può avere un impatto violento sulla vita di persone e comunità, generando disastri. Nell’estate 2024 sono arrivate sulle pagine dei giornali e i social le immagini dei cittadini di Barcellona esasperati dai turisti, di quelli di Santorini prigionieri in casa per l’affollamento dovuto alle navi da crociera.

Ma anche città come Venezia hanno introdotto un pass per l’ingresso in città mentre Napoli sta vivendo una trasformazione senza precedenti dopo il recente successo come destinazione. Sono solo alcuni esempi di luoghi assaltati da masse di turisti e che non riescono a trovare un equilibrio.

I criteri ESG come strumenti per il turismo sostenibile

L’integrazione dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) nel turismo rappresenta un approccio innovativo e necessario per guidare il settore verso pratiche più responsabili e sostenibili. Se non sai cosa significa ESG, puoi leggere la nostra guida Cosa significa ESG.

Adottare pratiche ESG permette alle aziende turistiche di minimizzare l’impatto ambientale attraverso iniziative come l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti e la conservazione della biodiversità.

Sul piano sociale, il turismo sostenibile contribuisce a migliorare la qualità della vita delle comunità locali, creando opportunità di lavoro, preservando il patrimonio culturale e promuovendo l’inclusività.

In termini di governance, l’adozione di pratiche ESG rafforza la trasparenza, l’etica e la responsabilità delle aziende turistiche, migliorando la loro reputazione e attrattività per investitori e consumatori.

Consumatori e turismo sostenibile

I turisti di oggi sono sempre più attenti alla sostenibilità, richiedendo esperienze che rispettino l’ambiente e le culture locali. Una ricerca di Deloitte sui turisti italiani conferma quella che da molti anni è ormai molto più di una semplice tendenza.

  • Il 64% dei turisti italiani è influenzato nelle proprie decisioni di viaggio da considerazioni legate ad ambiente e sostenibilità. Cifra che sale al 71% per gli under 35.
  • Il turismo sostenibile è associato alla tutela del territorio (per il 60% degli intervistati) e alla riduzione dell’impatto ambientale tramite mezzi di trasporto ecologici (52%).
  • Il 75% ritiene che la crescita del turismo sostenibile sia un elemento chiave per la svolta del nostro Paese verso una transizione ecologica strutturata e diffusa capillarmente sul territorio.
  • Il 63% degli intervistati predilige mete turistiche locali per incentivare il turismo di prossimità e rivalutare i borghi del proprio Paese.
  • Il viaggio “like a local” è ritenuto un modo per supportare l’economia locale, anche scegliendo ristoranti che offrono prodotti a KM 0 (45%) o affidandosi a tour operator del posto per le proprie escursioni, con attività che non siano una minaccia per gli habitat naturali e la fauna locale (41%).

Quanto vale il turismo sostenibile?

Non esistono dati precisi in merito ma possiamo facilmente calcolare delle cifre ipotetiche moltiplicando la percentuale di viaggiatori disposti a spendere di più per un turismo più consapevole.

In Italia il turismo vale il 10% di un Pil da 2.000 miliardi di €. Se il 65% dei viaggiatori è influenzato dal turismo sostenibile, circa 130 miliardi di € sono collegati in qualche modo a questo comparto.

Il futuro del turismo passa dalla sostenibilità

La strada del turismo sostenibile è tracciata e non si torna indietro. Comunità Europea, Governi nazionali e associazioni di categoria sono tutte attive nel promuovere un movimento turistico più consapevole.

A titolo di esempio riportiamo il fondo del Governo italiano con una serie di misure indirizzate alle strutture ricettive, anche non imprenditoriali, e alle imprese turistiche per perseguire queste finalità. Tra le pieghe del provvedimento possiamo leggere quello che sarà il futuro, anche legislativo, del turismo sostenibile in Italia e tutta la Comunità Europea:

  1. Rafforzare le grandi destinazioni culturali attraverso la promozione di forme di turismo sostenibile, l’attenuazione del sovraffollamento turistico, la creazione di itinerari turistici innovativi e la destagionalizzazione del turismo;
  2. Favorire la transizione ecologica nel turismo, con azioni di promozione del turismo intermodale secondo le strategie di riduzione delle emissioni per il turismo;
  3. Sostenere le strutture ricettive e le imprese turistiche nelle attività utili al conseguimento di certificazioni di sostenibilità.

Perché le aziende turistiche devono essere sostenibili?

Hotel, villaggi, compagnie aeree ma anche le piccole attività che operano nelle destinazioni turistiche hanno davanti a loro un percorso obbligato.

Un consumatore attento eviterà un villaggio turistico che produce troppi rifiuti o non usa fonti energetiche alternative; ma potrà evitare anche il ristorante o il bar che usa ancora stoviglie di plastica o alimenti che arrivano dall’altra parte del mondo.

Già accade, ma accadrà sempre di più, che gli operatori del turismo che dimostrano un impegno autentico nei confronti della sostenibilità attireranno una clientela più fedele e consapevole, oltre a ridurre i rischi legati a potenziali regolamentazioni ambientali o sociali.

In sintesi, l’ESG nel turismo come negli altri settori, non è solo una scelta etica, ma una necessità strategica per le aziende che desiderano resistere in un mercato in continua evoluzione.

Tutti i protagonisti (governi, territori locali, aziende e operatori) devono essere consapevoli che integrare la sostenibilità nelle operazioni turistiche non è solo una tendenza emergente, ma una necessità per garantire la sopravvivenza a lungo termine delle destinazioni turistiche e delle aziende del settore.

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