Cosa significa l’acronimo ESG?
ESG è una sigla formata dalle iniziali di tre parole inglesi:
- Environmental;
- Social;
- Governance.
In italiano possiamo tradurre l’acronimo ESG con:
- Ambiente;
- Società;
- Gestione o Managerialità.
I tre criteri ESG, detti anche “pilastri”, sono usati per indicare quale rapporto un’azienda o istituzione stabilisce nei confronti delle persone che ci lavorano, dell’ambiente in cui è inserita e con la società in cui opera. In questo caso si parla anche di “sostenibilità” aziendale ma in senso molto più ampio rispetto al semplice “rispettare l’ambiente”. In questo articolo analizziamo il significato del termine ESG chiarendo ogni singola lettera dell’acronimo.
La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente
La sostenibilità ESG, infatti, non riguarda. come molti pensano, solo l’ambiente, ma l’impatto complessivo che un’impresa ha sul mondo. All’apparenza i criteri ESG sembrano riguardare i rischi “non finanziari” perché non si limitano strettamente ai parametri classici (fatturato, profitti, utili e così via).
Se allarghiamo lo sguardo, però, ci accorgiamo che i criteri ESG impattano sulle scelte degli investitori e delle banche, sulle preferenze dei consumatori e quindi sono a tutti gli effetti criteri con conseguenze economico-finanziarie.
Come accade spesso in Italia non abbiamo tradotto la sigla inglese ma l’abbiamo importata dalla lingua di origine senza modifiche. Quindi oggi ci si riferisce ai criteri ESG sempre in inglese.
Curiosità: il termine ESG è stato usato per la prima volta in un rapporto del 2004 intitolato “Who Cares Wins”, un’iniziativa congiunta di istituzioni finanziarie su invito delle Nazioni Unite (ONU).
Se vuoi scoprire come è nato il mondo ESG, puoi leggere il rapporto in inglese qui: https://www.unepfi.org/fileadmin/events/2004/stocks/who_cares_wins_global_compact_2004.pdf
ESG: solo il 27% delle PMI conosce il significato
Nonostante l’importanza crescente dei pilastri ESG sulle performance aziendali, il significato della sigla è ancora in gran parte sconosciuto alle PMI italiane.
Nel dicembre 2022 Capterra (società che analizza e recensisce software aziendali) ha condotto una ricerca sul cambiamento climatico tra le aziende italiane per vedere qual è il livello di consapevolezza in merito all’argomento e per scoprire quali sono le misure già adottate o che verranno applicate per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.
Per condurre l’indagine sono stati selezionati i CEO e/o dirigenti di 266 PMI italiane che lavorano in un ufficio fisico frequentato regolarmente dai dipendenti. Tra i responsabili intervistati le percentuali di consapevolezza sono abbastanza deludenti:
- Solo il 27% era a conoscenza del termine ESG e delle derivazioni che ne implica;
- Il 35% era a conoscenza del concetto ma non lo sapeva nominare;
- Il 23% delle aziende invece aveva già sentito questo termine ma non sapeva a cosa si riferisse;
- il 15% delle aziende prima di questa indagine non era a conoscenza né del nome, né del suo significato.
Il 73% delle aziende non sta ancora applicando strategie ESG
Tra tutte le aziende intervistate, solo il 27% sta già applicando delle iniziative ESG, il 59% vorrebbe applicarle ma ancora non lo sta facendo mentre il 14% non lo sta facendo e non è interessata a farlo.

Per rendere i criteri ESG ancora più semplici per tutti, soprattutto per le PMI, abbiamo scritto una guida sui 10 buoni motivi per cui un’azienda deve integrare una strategia ESG al più presto.
I criteri ESG nel dettaglio
Le tre semplici letterine ESG nascondono un insieme di elementi, molto complessi, diversi tra loro ma intrecciati. Vediamo nel dettaglio ogni singola voce di ESG e cerchiamo di capirci un po’ di più!
Il significato E di Environmental: cioè Ambiente
Quanto inquina un’azienda? Quanta spazzatura produce o quanta acqua consuma? Quanto incide sul riscaldamento globale? Usa energie fossili che inquinano o fonti alternative? Usa prodotti forniti da altre aziende sostenibili? Come sono trasportate le merci? Queste poche domande ci fanno capire quanto sia importante ma anche complicata la E di Environmental.
Si tratta di valutare, prima di tutto, le conseguenze ambientali che l’azienda produce direttamente. Ma nella E di ESG sono incluse anche le conseguenze che un’azienda potrebbe subire dai cambiamenti climatici. Per esempio, l’aumento delle tasse sulle materie fossili inquinanti che si ripercuotono sui costi e gli utili della stessa azienda.

Il significato di S di Social: cioè, persone e società
L’azienda rispetta i diritti dei lavoratori? Paga gli uomini e le donne allo stesso modo? Rispetta le minoranze religiose o le scelte di genere dei propri collaboratori? Contribuisce al miglioramento del territorio in cui opera? Queste domande ci fanno capire come nel “pilastro sociale” c’è l’insieme delle relazioni che un’azienda stabilisce con le persone e le comunità in cui è inserita.

Il significato di G di Governance: cioè, Gestione
A comandare sono solo gli uomini o nel Consiglio di amministrazione ci sono anche le donne? I dirigenti guadagnano troppo mentre l’azienda va male? Quanto è ampio il divario tra la retribuzione dei “capi” e quella di impiegati e operai? L’azienda mette in atto pratiche anticoncorrenziali scorrette? Ha previsto degli organismi di controllo interni o indipendenti per vigilare sull’operato di amministratori e dirigenti di primo livello ed evitare fenomeni di corruzione?
Questi sono alcuni dei temi che rientrano nella G di Governance e riguardano come un’azienda viene gestita. Per secoli le “prestazioni” di un’azienda sono state giudicate solo in relazione ai profitti mentre oggi i criteri non finanziari della governance sono sempre più rilevanti e incidono sulle scelte di consumatori e investitori.

Non tutte le lettere sono uguali: la Materialità ESG
La E di ambiente pesa molto di più per un’azienda di manifattura che usa tanta energia per produrre beni materiali. Questa E pesa molto di meno per un’azienda di servizi che ha 200 impiegati in un unico edificio a basso consumo energetico. In questo caso saranno la S di sociale e la G di governance a pesare di più.
L’analisi di materialità ESG serve per misurare il peso concreto che ognuno dei pilastri ESG ha (o potrebbe avere) sul valore futuro dell’azienda. Oggi si parla anche di “Doppia materialità” che allarga la prospettiva e chiede alle aziende di considerare non solo l’impatto delle loro attività sulle ESG ma anche il modo in cui questi fattori esterni influenzano la loro performance finanziaria.
Per esempio, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili inquinanti, le politiche relative ai salari minimi o alle tasse minime o i nuovi requisiti come le tasse sulla plastica o sullo zucchero. Un’azienda che estrae petrolio, produce bibite zuccherate o piatti monouso in plastica dovrebbe essere molto attenta a come i criteri ESG impatteranno sui propri utili nei prossimi anni.
ESG: costo o opportunità?
Noi di Sostenia facciamo della chiarezza e della trasparenza il pilastro della nostra informazione. Quindi non abbiamo timori nel dire che il rapporto tra i “conti” e i criteri ESG non è sempre chiaro. In questo articolo cerchiamo di capire se i criteri ESG sono effettivamente un costo o un’opportunità.
Criteri ESG e consumatori
I consumatori sono sempre più attenti all’impatto di un’azienda sull’ambiente, la società e le persone. Questa attenzione, se non compresa e assecondata, si trasforma in perdita di reputazione, quindi vendite, quindi profitti.
Secondo una ricerca condotta per Confindustria da Havas Pr e Havas Media Network, la sostenibilità focalizzata sugli aspetti ambientali e sociali è rilevante per l’80% degli intervistati, soprattutto nella fascia 55-64 anni.
Anche un rapporto di Agos ha confermato che i genitori e i nonni sono più attenti della Generazione Z (1996-2012) ai temi della sostenibilità in senso lato. In generale, i consumatori si aspettano di più dai brand e sono anche disposti a pagare di più per prodotti sostenibili. Sul rapporto tra consumatori, reputazione dei brand e ESG puoi leggere la guida Consumatori e ESG.

Criteri ESG e finanza
Le banche e le grandi società di investimento decidono dove investire i capitali anche sulla base dei risultati ESG. Non rispettarli significa avere meno soldi da banche e fondi e questo sul lungo periodo mette in pericolo l’esistenza stessa dell’azienda. Per saperne di più su questo argomento, leggi la guida su Criteri ESG e Finanza sostenibile.

Come misurare i criteri ESG: i rating di sostenibilità
La misura dei criteri ESG non ha uno standard unico. Ogni fornitore utilizza una metodologia diversa e quindi fornisce risposte diverse. Le società di rating come MSCI, Morningstar Sustainalytics, Bloomberg e S&P pubblicano punteggi ESG per aziende e Fondi di investimento.
L’analisi ESG, tuttavia, non può essere catturata dalla sola analisi quantitativa. Esiste una componente qualitativa che considera l’importanza attribuita a ciascun fattore ESG e che può variare in modo significativo da azienda ad azienda.
Nonostante approcci apparentemente simili, le principali organizzazioni di rating ESG possono raggiungere conclusioni molto diverse per la stessa azienda. Poi esistono le certificazioni e altri strumenti che cercano di “misurare” la sostenibilità, aggiungendo ulteriori incertezze. Per saperne di più, leggi la guida sulla differenza tra Rating, certificazioni e report di sostenibilità.

Questo articolo in 60 parole
La sigla ESG è formata dalle iniziali di Ambiente, Società, Gestione, riflette il rapporto aziendale con l’ambiente, le persone e la società. Nonostante la crescente rilevanza, rimane poco noto alle PMI italiane, come evidenziato da una ricerca del 2022 di Capterra. Integrare una strategia ESG diventa cruciale per garantire la sostenibilità aziendale e l’attrattiva per investitori e consumatori. La mancanza di adesione ai criteri ESG può comportare rischi finanziari e danneggiare la reputazione del brand.


