10 buoni motivi per una strategia ESG

Integrare una strategia ESG (Environmental, Social, Governance) in azienda può portare numerosi benefici di breve, medio e lungo periodo. Anche se il luogo comune vuole che la sostenibilità sia solo un costo che non porta ricavi, con questa guida vogliamo chiarire che non è così.

Se non sai cosa sia ESG è il momento di scoprirlo con la nostra guida di base a ESG. Per una panoramica sul rapporto tra costi e opportunità ESG ti consigliamo di leggere questo articolo. 

10 buoni motivi per avere da subito una strategia ESG nella tua azienda

1. Migliorare la reputazione presso i consumatori

La reputazione di un’azienda è una moneta che non si può toccare con le mani ma che si vede nei numeri del fatturato a fine anno. I consumatori sono sempre più attenti alle aziende che riducono il loro impatto sull’ambiente, rispettano i diritti dei lavoratori o la parità di genere.

Le aziende che adottano pratiche ESG migliorano la propria immagine pubblica, guadagnando la fiducia e il rispetto di consumatori come abbiamo illustrato in questo articolo su ESG e consumatori.

ESG e consumatori
ESG e consumatori

2. Avere accesso al capitale

I consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità non solo quando spendono ma anche quando devono decidere cosa fare con i loro risparmi. Una tendenza consolidata ci dice che tendono a preferire aziende che dimostrano la stessa sensibilità nei confronti di questi temi.

I risparmiatori possono “premiare” la sostenibilità aziendale in due modi:

  1. Investendo in aziende sostenibili in ottica ESG;
  2. Rifiutando di investire i propri risparmi in aziende non ESG.

Nel primo caso chiederanno ai loro referenti nelle banche e nei fondi di indirizzare il risparmio verso aziende più virtuose; nel secondo, di non dare soldi ad aziende che inquinano, non rispettano i diritti dei lavoratori o commerciano in armi e così via. Per saperne di più, leggi il nostro articolo su Finanza e ESG.

La finanza verde sostiene le aziende rispettose dell'ambiente
La finanza verde sostiene le aziende rispettose dell’ambiente

3. Ridurre i rischi attuali e futuri

Implementare pratiche ESG aiuta a identificare e gestire i rischi ambientali, sociali e di governance che potrebbero avere un impatto negativo sull’azienda.

Alcuni esempi possono chiarire meglio il concetto: se un’azienda produce piatti di plastica o lavora in un settore in cui consuma molta acqua, è esposta ai rischi del cambiamento climatico (meno acqua disponibile in futuro) e ai rischi normativi (leggi che impediranno la vendita di stoviglie di plastica).

Un’azienda che ha una strategia ESG di lungo periodo riesce a identificare i rischi legati all’acqua e alla plastica molto prima e correre ai ripari prima, cambiando la materia con cui produrre i piatti o consumare meno acqua durante la lavorazione.

Integrare l’ESG nella strategia aziendale contribuisce a garantire la sostenibilità e la resilienza a lungo termine dell’azienda, preparandola meglio per le sfide future.

4. Stimolare l’innovazione

La sostenibilità è un continuo campanello d’allarme che spinge le aziende a non restare ferme. Come nell’esempio dell’azienda che produce piatti di plastica, l’attenzione alla sostenibilità stimola l’innovazione, spingendo le imprese a sviluppare nuovi prodotti. L’innovazione evita il rischio di restare fuori dal mercato e genera nuovi prodotti e servizi che possono aprire mercati e opportunità di crescita.

5. Migliorare l’efficienza Operativa

Come nell’esempio del punto 3 sull’azienda che consuma molta acqua, una strategia ESG ben fatta costringe le aziende a migliorare l’efficienza operativa riducendo i costi non solo dell’acqua ma anche di energia, rifiuti e altri sprechi. A fine anno la voce costi si riduce e la percentuale dei margini aumenta.

6. Ottenere vantaggio competitivo

Una diretta conseguenza dell’innovazione e dell’efficienza operativa spinta dalle pratiche ESG è che queste aziende riescono a differenziarsi dai concorrenti, costruendo un vantaggio competitivo nel mercato.

7. Ridurre i costi assicurativi

Sta diventando sempre più costoso assicurare la propria azienda, soprattutto se opera in settori in cui il cambiamento climatico potrebbe avere impatti più forti. Ma non è solo la E a di ESG a creare problemi. La possibilità di danni o azioni legali legate a tutti i temi, anche sociali e di governance, spingono i costi assicurativi verso l’alto. Avere una strategia ESG permette di accedere a polizze a prezzi più competitivi.

8. Entrare nelle filiere globali

Un’azienda che lavora prevalentemente per altre aziende e senza vendere direttamente ai consumatori, potrebbe pensare che in assenza di obblighi di legge non è necessario né utile aderire agli standard ESG. In realtà, oggi un fornitore che vuole inserirsi in filiere al cui vertice ci sono grandi aziende, è di fatto obbligato a una strategia ESG. Sia a livello nazionale che mondiale, il rispetto dei criteri ESG è sempre più richiesto da clienti, fornitori e partner commerciali.

9. Rispettare gli obblighi di legge

Anche se oggi gli obblighi legati a ESG sono ancora limitati alle grandi aziende, c’è un sentiero già tracciato da cui non si tornerà indietro. Con la crescente regolamentazione ambientale e sociale, adottare pratiche ESG aiuta le aziende a rimanere conformi alle normative, evitando multe e sanzioni.

Oggi solo alcune aziende sono obbligate a fare una rendicontazione di sostenibilità, un obbligo che discende direttamente dalla Direttiva Europea conosciuta come “Direttiva CSRD” (Corporate Sustainability Reporting Directive). Ecco cosa prevede questa direttiva:

Dal 1° gennaio 2025 (con primo report nel 2026) la Rendicontazione ESG è obbligatoria per le grandi imprese che abbiano superato almeno due di questi criteri: più di 250 dipendenti40 milioni di euro di fatturato e 20 milioni di euro di attività totali. Questo ha portato il numero di aziende italiane obbligate da poche centinaia a circa 7.000. L’obbligo si estenderà ad altri soggetti nei prossimi 3 anni.

Le PMI non quotate non sono obbligate e possono fare una rendicontazione su base volontaria che molto spesso volontaria non è. La crescente sensibilità dei consumatori e le richieste che arrivano da molte filiere, di fatto spinge molte PMI a certificarsi anche se non sono obbligate a farlo. Ma o lo fanno, o i cittadini, i consumatori e il sistema economico e finanziario ne faranno pagare il conto. Il consiglio di Sostenia è di iniziare subito il percorso verso la sostenibilità, indipendentemente dall’obbligo o meno attuale.

Per saperne di più su questo argomento, leggi l’articolo Bilancio ESG, certificazioni ESG e i rating ESG: le differenze

10. Fidelizzare i dipendenti

Gli articoli di giornale sono pieni di aziende che stanno vedendo le loro risorse migliori scegliere di cambiare e lavorare in altre realtà.

Il dato che emerge post-Covid è che questa scelta non è più guidata solo dalla retribuzione ma anche da fattori più “immateriali”: il rispetto l’ambientale, relazioni non tossiche tra dipendenti e direzione, giuste retribuzioni rapportate alla qualità della vita e così via.

Le aziende attente alle ESG sono, quasi sempre, aziende in cui queste sensibilità sono più presenti. Questo permette loro di attrarre e mantenere talenti, interessati a lavorare per organizzazioni che non offrono solo un buon stipendio ma con cui condividono i valori.

Questo articolo in 60 parole

Integrare una strategia ESG in azienda offre numerosi benefici: migliora la reputazione, facilita l’accesso al capitale, riduce rischi, stimola l’innovazione, aumenta l’efficienza operativa, fornisce vantaggi competitivi, abbassa i costi assicurativi, consente l’ingresso in filiere globali, garantisce conformità normativa e fidelizza i dipendenti. Adottare pratiche ESG è essenziale per la sostenibilità e la resilienza aziendale a lungo termine.

spot_img

Più notizie

Da leggere

Sustainability Reporting Specialist: chi è, cosa fa, quali titoli di studio servono per diventare esperto di Rendicontazione sulla Sostenibilità

Una guida per scoprire la professione di Sustainability Reporting Specialist: chi è, cosa fa, titoli di studio, formazione e certificazione.

HSE Manager: chi è, cosa fa, quali titoli di studio servono per diventare esperto di Salute, Sicurezza e Sostenibilità Ambientale

Una guida per scoprire la professione di HSE Manager: chi è, cosa fa, titoli di studio, formazione e certificazione.

Il Certificatore energetico: chi è, cosa fa, quali titoli di studio servono per diventare tecnico A.P.E.

Una guida per scoprire la professione di Certificatore Energetico: chi è, cosa fa, quali titoli sono richiesti e quando è obbligatorio rivolgersi a lui per l'A.P.E.

Mobility Manager: chi è, cosa fa e come diventare Manager della Mobilità

Una guida per scoprire la professione di Manager della Mobilità: chi è, cosa fa e perché è indispensabile anche per le PMI italiane.

Manager della Sostenibilità ESG: chi è, cosa fa e come si diventa Sustainability Manager

Una guida per scoprire la professione di Manager della Sostenibilità: chi è, cosa fa e perché è indispensabile anche per le PMI italiane.

L’Energy Manager: chi è, cosa fa e come aiuta le aziende a ottimizzare i consumi energetici

Una guida per scoprire la professione di Energy Manager: chi è, cosa fa e perché è indispensabile anche per le PMI italiane.