Edilizia e sostenibilità ESG: una guida di base

L’edilizia italiana vale “solo” il 5% del PIL ma ha un impatto significativo sulla sostenibilità, intesa non solo in senso ambientale ma anche sociale e di governance. Un settore strategico non solo per l’Italia ma per tutta l’economia europea, tanto che negli ultimi anni si sono susseguite alcune direttive molto vincolanti sul rapporto tra costruzioni, finanza e ambiente.

Ricordiamo la Direttiva sull’Efficienza Energetica degli Edifici (EPBD), che stabilisce standard minimi di efficienza energetica per gli edifici nuovi e quelli ristrutturati.

Questa direttiva, molto discussa, ha l’obiettivo di trasformare entro il 2030 tutti gli edifici europei in costruzioni “a energia quasi zero” (“nearly zero-energy buildings”, NZEB). La direttiva promuove l’uso di fonti rinnovabili, materiali sostenibili e tecnologie intelligenti per la gestione dell’energia.

Altra normativa rilevante è il Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR), che garantisce che i materiali da costruzione rispettino criteri ambientali specifici

Anche l’European Green Deal punta a ridurre le emissioni del settore edilizio del 60% entro il 2050. Anche questa norma, molto discussa, promuove  ristrutturazioni energetiche e nuove costruzioni a basso impatto ambientale.

Da non dimenticare, inoltre, la Tassonomia UE per la Finanza Sostenibile che definisce criteri chiari per classificare le attività economiche sostenibili, inclusi i progetti edilizi.

Quest’ultima incoraggia gli investimenti in edifici sostenibili, offrendo vantaggi agli sviluppatori e ai costruttori che rispettano criteri di sostenibilità. Su questo tema puoi leggere il nostro articolo sulla Finanza sostenibile.

In questo articolo vogliamo introdurre il tema del rapporto tra Edilizia e sostenibilità ESG. Ci concentreremo non solo sull’aspetto ambientale (E di ESG) ma anche sull’impatto sociale (S di ESG) e di governance (G di ESG). Cercheremo di capire come i principi ESG possano essere applicati all’edilizia per promuovere la sostenibilità e migliorare il benessere delle persone e delle comunità.

Per saperne di più su ESG puoi leggere l’articolo Cosa significa ESG e le altre Guide di base ESG.

ESG nell’edilizia: non solo ambiente

Quando si parla di edilizia sostenibile il pensiero va subito all’ambiente e alla riduzione dei consumi di energia e acqua. Come per altri settore, invece, i principi ESG non toccano solo il tema ambientale ma anche quelli sociali e di governance.

Gli aspetti ambientali dell’edilizia sono ampiamente conosciuti e riguardano l’efficienza energetica, la gestione delle risorse idriche, l’uso di materiali sostenibili e la riduzione delle emissioni di un edificio.

Gli aspetti sociali si concentrano sulla sicurezza e il benessere dei lavoratori, un tema che in Italia è di grande rilevanza. L’edilizia è il settore in cui si susseguono più incidenti e morti sul lavoro e in cui le norme di sicurezza sono spesso eluse. Rientrano negli aspetti sociali anche l’accessibilità degli edifici per le persone diversamente abili ma anche l’impatto sulle comunità locali.

La governance, infine, implica la trasparenza nelle operazioni, la conformità alle normative, e la promozione di pratiche etiche e sostenibili tra fornitori e partner.

Gli obblighi di legge sempre più stringenti rendono inevitabile costruire o ristrutturare in ottica ESG.

Edilizia sostenibile: il futuro è pieno di obblighi e opportunità

Abbiamo già accennato alle polemiche sulle direttive europee sugli edifici sostenibili. Tutti questi provvedimenti hanno una base statistica che non si può smentire: gli edifici consumano circa il 40% dell’energia e sono responsabili del 36% delle emissioni di gas serra.

Purtroppo solo l’1% degli edifici europei viene ristrutturato ogni anno, quindi l’Europa si è data due scadenze: 2030 e 2050.

Le norme per i nuovi edifici a emissioni zero

  • Dal 2028: edifici nuovi di proprietà di enti pubblici
  • Dal 2030: tutti gli edifici di nuova costruzione

Per il 2030 l’obiettivo è ridurre del 60% le emissioni di gas serra. La strategia non solo promuove la sostenibilità ambientale, ma favorisce anche la ripresa economica, creando nuovi posti di lavoro e migliorando il patrimonio edilizio esistente.

L’obiettivo per il 2050, invece, è che tutti gli edifici (pubblici e privati) devono emettere 0 gas serra.

Le norme per tutti gli edifici dal 2050

Dal 2050, il parco immobiliare nazionale dovrebbe diventare a emissioni zero.

Eccezioni:

  • Edifici storici
  • Luoghi di culto e edifici destinati ad attività religiose
  • Edifici indipendenti con superficie inferiore a 50 m2
  • Case per vacanze estive e edifici residenziali usati per un periodo limitato e con un consumo energetico ridotto
  • Edifici di proprietà delle forze armate e utilizzati a scopi di difesa
  • Siti industriali, officine e edifici agricoli non residenziali

Secondo il Consiglio Europeo, circa il 75% degli edifici nell’UE non è efficiente dal punto di vista energetico, ma l’85-95% degli edifici di oggi sarà ancora in uso nel 2050.

Questa “Ondata di ristrutturazioni” voluta dalla UE, oltre a essere un obbligo per chi le case le costruisce rappresenta una grande opportunità per tutte le aziende che in un modo o l’altro girano intorno all’edilizia. Essere “fuori” dal giro della sostenibilità significa non poter più costruire o ristrutturare o vendere prodotti edili per le case green del futuro.

Edilizia sostenibile: un investimento che rende

Ci sono diversi motivi per cui le aziende edili devono abbracciare la sostenibilità. Degli obblighi abbiamo già parlato, ma c’è un’altra buona motivazione: gli edifici costruiti secondo standard climatici più avanzati hanno un valore di mercato più alto.

Una casa che consuma meno ha una bolletta energetica più leggera mentre i materiali naturali e certificati attirano in fuga dall’inquinamento domestico e in cerca di una qualità della vita migliore. Questo fa alzare i prezzi di vendita e aumentare i profitti.

Secondo The European House – Ambrosetti, gli edifici intelligenti in Italia muovono un giro d’affari di 130 miliardi di euro, con 350.000 aziende coinvolte e circa 626.000 lavoratori occupati in 35 settori professionali diversi.

Edilizia sostenibile e finanza: senza ESG le aziende sono tagliate fuori

Le aziende del settore edilizio che adottano pratiche ESG possono anche accedere più facilmente a finanziamenti da investitori interessati alla sostenibilità, oltre a beneficiare di incentivi governativi destinati a progetti verdi.

Infografica del Consiglio Europeo.

Certificazioni e standard per l’edilizia sostenibile

Le certificazioni e gli standard per l’edilizia sostenibile possono aiutare le aziende a dimostrare che le proprie costruzioni sono sostenibili. Ottenere una certificazione può migliorare la reputazione dell’immobile, aumentare il suo valore di mercato e facilitare l’accesso a finanziamenti agevolati o incentivi fiscali. Oltre alle certificazioni generali che riguardano i pilastri ESG, ci sono diverse certificazioni specifiche per il settore edile.

LEED (Leadership in Energy and Environmental Design)

Il sistema statunitense di classificazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica degli edifici.

BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method)

Lanciato nel 1990 dal BRE (Building Research Establishment) il processo di certificazione BREEAM valuta il consumo energetico, l’uso del territorio, l’efficienza idrica, la qualità dell’aria interna, la gestione dei rifiuti, l’accessibilità al trasporto pubblico e altre ancora.

WELL Building Standard

Una certificazione degli edifici gestita dall’istituto WELL Bulding Institute e rilasciata dal Green Business Certification Inc. focalizzata sul benessere degli inquilini. Considera anche l’uso di risorse rinnovabili, la sostenibilità ambientale e la tutela del paesaggio.

ARCA (edifici in legno)

ARCA (Architettura Comfort Ambiente) è uno schema di certificazione di edifici in legno ideato da Trentino Sviluppo.

GBTOOL

Il Green Building Challenge (GBC‐ network internazionale composto da Istituti ed Enti di
ricerca pubblici e privati appartenenti a 25 diverse nazioni tra cui l’Italia.

Active House

Creata nel 2017 in Danimarca, questa certificazione si concentra principalmente su edifici piccoli, palazzine e uffici.

Passive House Institute

Il Passive House Institute (PHI) è l’istituto indipendente per la diffusione della Casa Passiva, un edificio ad altissime prestazioni energetiche con un bassissimo fabbisogno per la climatizzazione sia invernale che estiva.

CasaClima

L’Agenzia CasaClima è un organo certificatore pubblico indipendente, accreditato nel 2005 come ente certificatore dalla Provincia di Bolzano. CasaClima è un metodo di certificazione energetica degli edifici presentato nel 2002 a seguito del protocollo di Kyōto.

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