Questo articolo è il primo di una serie di guide pratiche per iniziare un percorso di sostenibilità nella propria PMI. È destinato a imprenditori e manager con esperienza limitata nel campo della sostenibilità ESG che vogliono conoscere come e dove iniziare per accompagnare la propria azienda attraverso la transizione sostenibile. Ci concentriamo su come le piccole imprese devono valutare la loro posizione attuale rispetto alle metriche ESG.
La sostenibilità ESG: dalla strategia alla pratica
In una guida precedente abbiamo scritto dei vantaggi che una strategia ESG (Environmental, Social, Governance) porta nelle aziende.
Ma noi di Sostenia non vogliamo limitarci alla teoria e siamo nati per fornire alle PMI italiane idee e strumenti per iniziare il proprio percorso verso la sostenibilità.
L’articolo è integrato con esempi pratici per capire come mettere in pratica da subito la strategia indicata.
In questo articolo, quindi, vogliamo indicare in modo semplice ma pratico come mettere in piedi una strategia ESG che migliori nel tempo.
Se non sai cosa sia ESG è il momento di scoprirlo con la nostra guida di base a ESG. Per una panoramica sul rapporto tra costi e opportunità ESG ti consigliamo di leggere questo articolo.
Definire una strategia ESG: a che punto siamo con la sostenibilità?
Il modo migliore per iniziare una strategia ESG è partire da cosa fa l’azienda e quali sono i suoi obiettivi. La risposta immediata che viene in mente a un imprenditore o manager è “fare fatturato”, ma questo non è in dubbio.
Quando si mette in piedi una strategia sulla sostenibilità la domanda a cui bisogna dare risposta diventa “come possiamo continuare a fatturare prendendoci più cura dell’ambiente, della comunità e delle persone che lavorano con noi?”.
Esempio: una PMI non quotata che produce contenitori di plastica – 2 milioni di fatturato – 9 dipendenti
- Produciamo ogni anno 1 milione di contenitori di plastica per uso alimentare domestico.
- Il 30% della plastica usata è riciclata, il 70% è ottenuto dalla lavorazione del petrolio.
Consumiamo ogni anno 1 M di Kw di energia di cui il 25% da fonti rinnovabili. - Nella nostra azienda lavorano il 23% di donne, di cui solo 2 in ruoli di vertice.
- Negli ultimi 2 anni non abbiamo avuto incidenti sul lavoro gravi.
- I nostri automezzi in uscita ed entrata impattano sulla viabilità e l’inquinamento del territorio intorno a noi.
- Non supportiamo la comunità con eventi, donazioni o sponsorizzazioni.
In questa fase l’azienda dovrebbe limitarsi a fotografare l’impatto che ha o che riceve dall’ambiente, dalla società e dalla governance. Questa cosa si chiama analisi di doppia materialità, di cui parliamo nel prossimo paragrafo.
L’analisi di doppia materialità: capire rischi e opportunità della sostenibilità e come influenzeranno i conti aziendali
L’analisi di doppia materialità è un termine tecnico per indicare una cosa che in realtà è molto più semplice: capire come la sostenibilità ESG influenza o influenzerà i conti aziendali. Per rendere più comprensibile questa attività, possiamo anche chiamarla analisi dei rischi e delle opportunità legate alla sostenibilità.
Un altro esempio legato alla PMI che produce contenitori di plastica chiarirà tutto.
L’analisi di materialità finanziaria: dall’esterno verso l’azienda
Supponiamo che la Comunità Europea metta al bando la plastica da petrolio entro il 2034. Questa scelta “ambientalista” (E di ESG) potrebbe portare alla chiusura dell’azienda entro 10 anni, se questa non mette in atto un cambiamento subito.
Supponiamo che la scelta non sia così drastica è la Ue si limiti, nel 2028, a introdurre una tassa sulla plastica del 30%. L’azienda riuscirebbe a sopravvivere sul mercato con costi superiori del 30%?
Supponiamo ora che nessun bando o tassa sia previsto dalla UE, ma la guerra in Medio Oriente faccia aumentare il costo del petrolio del 60%. Quale impatto avrebbe sui costi di produzione e sulle vendite?
Supponiamo, poi, che nessuna tassa o guerra aumenti il costo della plastica ma i consumatori diventino sempre più sensibili all’inquinamento e non comprino più contenitori di plastica. Quale impatto avremmo sui conti della nostra PMI?
Quella che abbiamo appena illustrato è la Materialità finanziaria, cioè le conseguenze sulle finanze aziendali dei cambiamenti in uno dei parametri ESG.
Esiste poi un altro tipo di materialità: l’impatto verso l’esterno, di cui parliamo ora.
L’analisi di materialità finanziaria: dall’esterno verso l’azienda
La nostra PMI che produce contenitori potrebbe usare materiali ed emettere fumi che impattano sulla comunità circostante. Potrebbe creare un grande movimento di camion che creano traffico e rumore anche di notte e danneggiano le strade a spese della collettività.
Per andare più lontano, in questa parte dell’analisi l’azienda dovrebbe chiedersi dove compra la materia plastica per la produzione, chi la importa, da dove arriva il petrolio, come questo è gestito e sono rispettati i diritti umani dei lavoratori che lo estraggono.
Per una PMI italiana i due argomenti non sono sullo stesso piano: l’analisi di materialità chiede alle aziende di concentrarsi sulle conseguenze delle proprie azioni partendo dall’attività quotidiana. Quindi se i diritti umani dall’altra parte del mondo sono una materialità rilevante per una multinazionale del caffè, potrebbero esserlo molto di meno per la nostra PMI della plastica.
Il concetto di doppia materialità permette all’azienda di concentrarsi sugli argomenti più rilevanti per se stessa e gli altri soggetti con cui ha rapporti.
Se si includono troppi elementi nell’analisi di materialità esterna, il rischio è che l’impegno si diluisca su troppi temi non rilevanti tralasciando quelli più critici per l’organizzazione. Meglio individuare e dare priorità alle questioni più materiali viste da una prospettiva strategica.
Cosa includere nell’analisi di doppia materialità?
| Tema | Sottotema | Sotto-sottotema | |
|---|---|---|---|
| Sicurezza personale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali |
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| Inclusione sociale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali |
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| Condotta delle imprese |
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| Corruzione attiva e passiva |
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Prossimo passo: la Matrice di materialità
Dopo aver fatto l’analisi di materialità sintetizzata in un report, prima di passare alle azioni concrete bisogna definire una Matrice di Materialità di cui parleremo nelle prossime guide.


