Logistica sostenibile: che cos’è e perché è importante

Negli ultimi anni si sono susseguite notizie di scioperi in diversi centri di logistica e trasporti dei colossi dell’e-commerce mondiale.

Le agitazioni sindacali hanno attirato l’attenzione sulle condizioni di lavoro negli impianti da cui partono, ogni giorno, milioni di consegne destinate agli italiani. Possiamo partire da queste notizie per tentare una definizione di logistica sostenibile:

La logistica è sostenibile quando riduce l’impatto ambientale dello stoccaggio e del trasporto dei beni, garantisce condizioni di lavoro eque, assicura una gestione aziendale trasparente ed etica.

Vale quindi per la logistica e i trasporti il rispetto dei pilastri ESG di cui puoi sapere di più leggendo l’articolo Cosa significa ESG.

Anche sui vantaggi di una strategia ESG abbiamo già parlato in diversi articoli. In questa guida vogliamo concentrarci sulla sostenibilità analizzando le peculiarità del settore della logistica.

L’impatto ambientale della logistica e dei trasporti: il petrolio prima di tutto

Partiamo dall’impatto sull’ambiente dei trasporti: secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nel 2022 in Italia i trasporti sono stati responsabili del 26,6% delle emissioni totali di gas serra.

Questo dato è in linea con quanto affermato da uno studio dell’Agenzia Europea dell’Ambiente: in Europa il settore trasporti è responsabile di circa 1/4 delle emissioni di CO2 totali. Di queste, circa il 72% viene prodotto dal trasporto su strada.

A sua volta, il trasporto su strada si divide in trasporto passeggeri, che impatta per il 62%, e il trasporto merci, che va a impattare per circa il 38%.

Dobbiamo ricordare che questo impatto ambientale dipende dal fatto che il settore trasporti dipende ancora per il 90% dal petrolio.

Sull’inquinamento dei trasporti incide molto la mobilità privata, come abbiamo scritto nel nostro articolo sulla Mobilità sostenibile. Ma il trasporto su merci ha un peso equivalente a quello passeggeri, quindi la richiesta di sostenibilità in questo settore è forte come quello sulla mobilità privata.

Non a caso la sostenibilità nei trasporti è uno degli obiettivi dell’Unione Europea che si stanno trasformando in vincoli per tutte le aziende del settore.

Obiettivi europei per ridurre le emissioni relative ai trasporti: norme più rigide per il trasporto aziendale

Dal 2030 al 2034 le emissioni dovranno essere ridotte del 55% per le autovetture nuove e del 50% per i furgoni nuovi rispetto agli obiettivi del 2021.

Nel maggio 2024 il Consiglio ha adottato nuove disposizioni per rafforzare le norme in materia di emissioni per i veicoli pesanti. Il regolamento adottato aggiorna le norme del 2019 per aiutare l’UE a realizzare le sue ambizioni in materia di lotta ai cambiamenti climatici.

Il regolamento mira a ridurre le emissioni di CO₂ nel settore del trasporto su strada, in linea con gli obiettivi climatici dell’UE, rafforzando gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030 (-45%) e introducendo nuovi traguardi per il 2035 (-65%) e il 2040 (-90%).

Tutti i veicoli pesanti nuovi, compresi gli autocarri più piccoli, gli autobus urbani, i pullman e i rimorchi, sono soggetti agli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Tutti i nuovi autobus urbani dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2035. I pullman e gli autobus a lunga percorrenza rimarranno soggetti agli obiettivi generali.

Euro 7: il nuovo standard per auto, furgoni e veicoli pesanti

Oltre a fissare norme in materia di emissioni per i veicoli, l’UE ha anche adottato disposizioni per ridurre altri inquinanti atmosferici prodotti dal trasporto su strada.

Il regolamento stabilisce norme in materia di emissioni che integrano i limiti di CO2 sopra riportati e riguardano anche altri elementi inquinanti, tra cui l’inquinamento dovuto agli pneumatici, ai freni e alle batterie. Le norme riguardano autovetture, furgoni e veicoli pesanti.

L’azione dell’Unione nel settore trasporti prevede anche la creazione di alternative efficienti al trasporto su strada:

  • raddoppio dell’infrastruttura ferroviaria entro il 2050
  • aumento del 25% del trasporto con navigazione a corto raggio entro il 2030
  • presenza di una rete di trasporto transeuropea multimodale, sostenibile e intelligente entro il 2050

Logistica e sostenibilità: inizia tutto nel magazzino

Sarebbe sbagliato considerare l’impatto ambientale della logistica limitandosi ai trasporti. Se prendiamo come esempio il magazzino di distribuzione prodotti di una PMI italiana, ci sono molte cose che si possono fare per ridurre subito l’impatto sull’ambiente.

La progettazione green di un magazzino è sicuramente un ottimo punto di partenza. I principali accorgimenti possono essere quelli che abbiamo descritto parlando dell’Edilizia sostenibile e delle fonti energetiche rinnovabili.

Trasporti e sostenibilità: ottimizzare tutto per ridurre gli sprechi

Ci sono poi diversi aspetti critici nel processo di immagazzinamento, trasporto e consegna delle merci. Vediamoli nel dettaglio:

Gestione dei rifiuti e packaging sostenibile

Siamo tutti responsabili di milioni di pacchetti che girano per l’Italia per consegnare ogni tipo di oggetto. Poi ci sono le consegne industriali, come quelle dei supermercati o dei semilavorati. Gli imballaggi sono tra i principali responsabili dell’aumento dei rifiuti.

Le aziende devono puntare decisamente verso una riduzione del materiale già dalla progettazione, la riciclabilità e biodegradabilità eliminando l’uso della plastica.

La logistica dell’ultimo miglio

L’ultimo tratto del processo di consegna, cioè il corriere che consegna la merce, rappresenta il 50% del costo di tutta la logistica. Per ridurre i costi e l’impatto ambientale, le aziende devono prima di tutto ottimizzare le rotte.

Con sistemi di intelligenza artificiale e software di gestione si possono calcolare percorsi più efficienti per minimizzare i tempi e i costi.

Questo riduce anche il traffico, l’inquinamento e aumenta la soddisfazione dei clienti finali. Una scelta eccellente è la condivisione delle risorse logistiche (come magazzini o veicoli) tra diverse aziende per ridurre costi e congestionare meno le aree urbane.

Tecnologie digitali: IoT, Big Data a A.I.

Le tecnologie digitali possono ridurre i costi e aumentare l’efficienza, con un impatto diretto sulla sostenibilità ambientale. L’Internet of Things (IoT), i Big Data e l’A.I. sono le frontiere su cui le PMI italiane stanno investendo.

Con i sensori installati su veicoli e container si può tracciare in tempo reale la posizione delle merci, monitorare il consumo di carburante, controllare le condizioni di temperatura e umidità durante il trasporto di merci sensibili, automatizzare l’inventario automatico dei magazzini.

Per essere compresi, questi dati devono essere gestiti come Big Data che forniscono decisioni più informate e rapide, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i costi.

L’integrazione con l’Intelligenza Artificiale (AI) può analizzare i Big Data per ottimizzare la pianificazione e prendere decisioni automatizzate, come la gestione delle scorte e la previsione della domanda.

L’impatto sociale della logistica: rispetto dei lavoratori e appalti etici

Nonostante la crescente automazione, la logistica continua a impiegare molte persone come magazzinieri e autisti. Con la crescita dell’e-commerce, questi lavoratori sono sottoposti a dei ritmi crescenti che raggiungono il parossismo nei giorni di Natale e nel week end del Black Friday. Una logistica sostenibile deve garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose su tutta la filiera logistica, compresi fornitori e sub fornitori.

I problemi critici, che poi hanno portato all’ondata di scioperi di questi anni, rientrano quasi sempre nell’aspetto sociale di una strategia ESG. Soprattutto le grandi piattaforme logistiche dovrebbero rispettare almeno tre principi guida:

Appalti etici: le grandi aziende della logistica sono spesso accusate di subappaltare  il lavoro a fornitori che sfruttano i lavoratori. Un sistema di auditing può aiutare a monitorare le pratiche dei fornitori.

Retribuzioni eque: le aziende logistiche devono evitare pratiche di sfruttamento, come l’uso di lavoro sottopagato o contratti precari.

Tempi di lavoro umani: i ritmi di alcune piattaforme logistiche sono al limite dello sfruttamento mettendo a rischio la sicurezza e la salute dei lavoratori. Le operazioni logistiche, come il trasporto su strada o il lavoro nei magazzini, possono essere pericolose.

Logistica e sostenibilità sociale
Logistica e sostenibilità sociale

Logistica sostenibile: quali benefici per le aziende del settore

Come per altri settori, una logistica che si muove sui cardini dei principi ESG ha vantaggi immediati e di lungo periodo. L’adozione di pratiche socialmente responsabili nel contesto può portare:

  1. Miglioramento della reputazione: un forte impegno verso gli aspetti sociali rende l’azienda più attraente per investitori, consumatori e dipendenti
  2. Fidelizzazione del personale: investire nelle persone attraverso migliori condizioni di lavoro e sviluppo professionale aumenta la soddisfazione e riduce il turnover
  3. Riduzione dei rischi: il rispetto dei diritti umani e delle norme sul lavoro riduce il rischio di controversie legali e scioperi
  4. Aumento della produttività: i dipendenti che operano in un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo sono più produttivi e motivati

Perché le aziende della logistica dovrebbero seguire i criteri ESG anche se non sono obbligate?

Come abbiamo già scritto in altri articoli, anche per le aziende della logistica i criteri ESG rappresentano un costo e un’opportunità. Un costo, perché l’adeguamento ai pilastri ESG richiede quasi sempre investimenti, ricerca, sviluppo, cambiamento di pratiche consolidate, formazione e così via.

Un’opportunità perché consumatori e investitori sono sempre più attenti alla sostenibilità, non solo ambientale. Soprattutto i consumatori sono sempre più attenti a orientare risparmio e spese verso prodotti e aziende sostenibili. Per saperne di più leggi l’articolo su Consumatori ed ESG e su Finanza ed ESG.

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