Sei un imprenditore con una PMI o micro impresa e vuoi iniziare il tuo percorso verso la sostenibilità aziendale. Da dove devi iniziare per capirne di più e mettere in pratica da subito una strategia ESG?
In questo articolo vogliamo darti la risposta alle 10 domande più frequenti che riguardano la sostenibilità ESG per una PMI italiana.
Domanda 1: Cosa è ESG?
ESG è una sigla formata dalle iniziali di tre parole inglesi:
- Environmental;
- Social;
- Governance.
In italiano possiamo tradurre l’acronimo ESG con:
- Ambiente;
- Società;
- Gestione o Managerialità.
Per saperne di più su ESG leggi la nostra guida di base Cosa significa ESG
Domanda 2: Perché dovrei interessarmi della sostenibilità ESG?
I motivi sono diversi ma noi vogliamo indicarti i 3 principali:
- I tuoi clienti sono sempre più attenti all’impatto di un’azienda sull’ambiente, la società e le persone. Questa attenzione, se non compresa e assecondata, si trasforma in perdita di reputazione, quindi vendite, quindi profitti. Per saperne di più puoi leggere questo articolo su Sostenibilità ESG e consumatori.
- Anche i risparmiatori sono sempre più attenti alla sostenibilità. Quando devono decidere dove investire i propri risparmi, tendono a preferire aziende che dimostrano la stessa sensibilità nei confronti di questi temi. Se non sei nella “lista dei buoni” potresti non ricevere più soldi dalle banche. Dal 2021, poi, tutti gli operatori del risparmio sono obbligati a informare gli investitori in modo dettagliato in merito all’impatto ESG dei loro investimenti. Per saperne di più su questo argomento, leggi la guida su Criteri ESG e Finanza sostenibile.
- Le filiere produttive richiedono ESG. Se la tua PMI è inserita in una filiera in cui il capofila richiede che tutti i fornitori siano sostenibili e tu non lo sei, nel giro di poco tempo ti ritroveresti davanti a un bivio: adeguarti o uscire dalla catena delle forniture. Per saperne di più su questo argomento, leggi la guida su Filiere e sostenibilità.

Domanda 3: la sostenibilità è un altro costo burocratico che mi devo accollare?
Siamo sinceri: sappiamo che un piccolo imprenditore ha molte cose a cui pensare e la sostenibilità potrebbe non essere il suo primo pensiero quando apre i cancelli dell’azienda.
La sostenibilità è vista come un costo nel breve periodo porta poco o niente al fatturato. Nel medio e lungo periodo, però, non è così.
I dati dicono che è un investimento che rende. Quindi, se non si vuole essere sostenibili per convinzione etica, è opportuno adeguarsi per convenienza. I diversi punti a favore della Sostenibilità come opportunità li trovi nel nostro articolo ESG: costo o opportunità?
Domanda 4: Ho una PMI quotata in borsa: sono obbligato a “essere sostenibile” o posso evitare?
Nessuno è obbligato a essere sostenibile ma a rendicontare il tuo impatto sulla sostenibilità. Gli unici obblighi delle aziende italiane, infatti, discendono dalla direttiva UE 2022/2464 che impone ad alcune aziende la rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), conosciuta come Corporate Sustainability Reporting Directive.
Queste aziende devono pubblicare un report in cui è indicato quale impatto ha la loro attività sull’ambiente e sulla società. Inoltre, la stessa direttiva chiede alle aziende di indicare anche i rischi sociali e ambientali a cui sono esposte.
Per sapere se sei obbligato leggi la tabella indicata in questo articolo sulla Direttiva CSRD.
Domanda 5: La mia PMI non è quotata: posso fare anche io la rendicontazione?
Anche se la tua PMI non è quotata e non hai nessun obbligo di rendicontazione, la Comunità Europea ha pubblicato comunque delle linee guida per spingerle alla rendicontazione.
La motivazione è semplice: la sostenibilità è una strada tracciata da cui non si scappa. Anche se non ci sono obblighi immediati, ci saranno nei prossimi anni. Leggi questo articolo per saperne di più su questa rendicontazione semplificata.
Le linee guida per questo tipo di rendicontazione (chiamata VSME (Voluntary ESRS for non listed small – and medium – sized enterprised) sono abbastanza rigide. Se vuoi iniziare un percorso verso la sostenibilità senza invischiarti in pratiche burocratiche, ti consigliamo di iniziare dal bilancio di sostenibilità.
Domanda 6: Per essere sostenibile devo prendere delle certificazioni?
No. Le Certificazioni ESG sono attestati che valutano l’impegno di un’azienda nel campo ambientale, sociale e di governance. Non sono obblighi di legge ma percorsi volontari risultato di un percorso molto difficile e impegnativo che premia un’azienda per aver migliorato la propria “sostenibilità” intesa in senso ampio e non solo ambientale. Anche se non ci sono formalmente obblighi, le certificazioni sono un modo oggettivo per fare capire che il percorso di sostenibilità non è fatto solo di chiacchiere ma è concreto.

Domanda 7: come faccio a capire i rischi e le opportunità ESG per la mia azienda?
La prima cosa che devi fare è quello che si chiama “Analisi di Doppia materialità” ma è un termine burocratico che noi non preferiamo. Si tratta di capire dove la tua azienda produce “danni” alla sostenibilità e da dove arrivano i rischi per la tua azienda.
Per esempio:
- Energia (E)
- Consumo di acqua (E)
- Rifiuti (E)
- Sicurezza dei consumatori (S)
- Diritti dei lavoratori (S)
- Sicurezza sul lavoro (S)
- Buona gestione aziendale (G)
Domanda 8: Come posso capire dove indirizzare i miei sforzi ESG?
Dopo l’analisi devi fare un altro passaggio, anche questo con un nome ostico: “Matrice di materialità” che significa semplicemente che devi mettere i temi per ordine di importanza. Qui trovi un articolo con l’esempio pratico di una PMI per capire come si fa la matrice di materialità.

Domanda 9: Come posso scrivere il mio bilancio di sostenibilità?
Dopo l’analisi e la matrice sei pronto per il tuo primo bilancio di sostenibilità, un documento in cui racconti quali sono gli sforzi che sta facendo la tua PMI per essere più sostenibile. Non richiede una forma specifica né costosissimi software: basta descrivere a che punto è la tua azienda sulla sostenibilità e cosa si impegna a fare. In questo articolo trovi un esempio di bilancio sintetico per una PMI che produce contenitori di plastica.
Domanda 10: Come posso comunicare la mia sostenibilità?
Il passaggio successivo è dare visibilità a questo sforzo comunicandolo con il sito web, i social e tutti gli altri strumenti di comunicazione a disposizione. Senza comunicazione, non c’è impatto sulla reputazione aziendale e quindi sulla fiducia che banche, fornitori e clienti danno alle aziende più sostenibili. La prima cosa da fare è identificare i principali destinatari della comunicazione ESG e poi a stabilire quali obiettivi di comunicazione vuoi raggiungere. Su come comunicare la sostenibilità abbiamo scritto una serie di guida che iniziano da questo articolo.


